mercoledì 9 gennaio 2019

DIY! -do it yourself-

In questo post volevo parlare di un argomento che mi sta molto a cuore, ovvero l'autoproduzione, non solo nei fumetti, ma applicata a qualsiasi contesto.

Ma da dove nasce questa "filosofia"? La chiamo filosofia perché per me è veramente questo, cercherò di farla breve:

Il DIY (do it yourself/fai da te) si è sviluppato soprattutto grazie alla cultura punk (Crass records vi dice qualcosa?) inizialmente si propone come rifiuto alle major per la distribuzione musicale. E negli anni '80 diventa una filosofia vera e propria, non si autoproducono più solo i dischi, ma si passa per fanzine a fumetti e non (T.V.O.R. o Crumb. sono le prime due realtà che mi vengono in mente), abbigliamenti, prodotti per la persona, bigiotteria ecc. (mi è capitato di conoscere uno che si faceva gli anfibi in casa).

Ma arriviamo al punto fondamentale. Ogni giorno, milioni se non miliardi di persone autoproducono di tutto. Perché è importante sostenere questa "filosofia"? perché acquistare roba autoprodotta? i motivi sembrano scontati ma non sono per niente banali.

Quando acquistate oggetti/cose autoprodotte state aiutando: ragazzi e ragazze senza un lavoro, che magari devono pagarsi gli studi (meglio così, che vederli elemosinare o fare qualche attività illecita per rimediare il grano), mamme single (sappiamo quanto ancora sia difficile per le madri single trovare lavori che le permettano di portare a casa soldi ma allo stesso tempo crescere i propri figli), anziani che prendono una misera pensione e quei soldi in più gli fanno comodo (le classiche nonne che creano abbigliamento con l'uncinetto, per esempio), aspiranti fumettisti/scrittori che hanno molto da raccontare ma non gli viene data la possibilità di farlo (l'editoria attuale è una brutta bestia a volte), le band che fanno musica (suonare, comporta anche l'acquisto di strumentazione costosa, girare per tutto il paese con gli strumenti in macchina a proprie spese per portare un pò di divertimento a chi adora la musica/band in questione, senza contare  i costi per la produzione di un semplice CD.), e ultimo ma non per importanza, aiutate l'ambiente, magari acquistando oggetti ricavati dal riciclo (mi ricordo che c'era una ragazza che ricavava bigiotteria dalle tavole da skate rotte)

Mi sono accorto che tutte queste persone hanno due cose in comune: la prima è che autoproducono, la seconda è che i loro prodotti sono autentici e fatti con l'amore per la creazione. Cosa che non si potrà mai avere da una "produzione classica" gestita da persone a cui frega gran poco del prodotto, purché gli riempia le tasche di altri soldi.

Ovviamente non sempre possiamo acquistare tutto autoprodotto (non conosco nessuno che faccia smartphone o lavatrici in casa propria, e non è nemmeno fattibile), ma possiamo renderci conto che, per esempio, acquistando un maglione dall'amica che li fa a mano invece di prenderlo da (qualsiasi marca che sfrutti i lavoratori nei paesi più poveri), la stiamo aiutando a far qualcosa di onesto per la sua vita, invece di ingrassare lo sfruttatore di turno.

E poi, vuoi mettere avere un prodotto così unico e fatto con la passione rispetto ad averne uno come tanti?

Ecco, questo è il mio "pippone" sull'autoproduzione. Siete d'accordo?


giovedì 20 dicembre 2018

l'importanza di andare lenti

Volevo condividere una piccola riflessione dopo aver approfondito per mesi la filosofia buddista e le diramazioni, tipo Zen, Mindfulness ecc.

Viviamo una vita alquanto frenetica, siamo sempre di corsa. A lavoro, a casa, sui social, nelle relazioni sociali e alle volte anche in amore (vi dice niente il fatto che le coppie partano in quarta per perdersi dopo pochi mesi?).

Ovviamente il mondo si sta spostando sempre di più in quella direzione e non è che ci si può far molto, ma possiamo far qualcosa per noi.

Vi spiego un semplice esercizio che faccio spesso anch'io, quando ho la testa che va in fiamme per i troppi pensieri, appuntamenti e cose da fare:

Mi siedo, ci si può anche sdraiare, o fare una passeggiata (personalmente preferisco quest'ultima perché più salutare) e mi concentro solo sul mio respiro, in modo distaccato, e se un pensiero interrompe la concentrazione sul respiro, lo assecondo e come l'ho lasciato entrare, lo faccio uscire, per poi ritornare a concentrarmi sul mio respiro.

In questo modo sembra che il tempo si dilati e scorra più lentamente, anche se in realtà siamo semplicemente noi che per 10 minuti lasciamo da parte la frenesia della vita.

Ed ecco perchè alle volte è importante andare lenti, per essere nel momento presente, senza distrazioni, rilassati ed in pace con noi stessi.

Il segreto è la lentezza

Specifico: non sono un dottore, psichiatra, psicologo, monaco ecc. volevo semplicemente condividere questo Life-Tip.
E comunque è un'argomento che viene approfondito in molti siti e libri (per chi fosse interessato)

Ovviamente, da questo ragionamento che può sembrare contorto ho fatto il fumetto: Andare Lenti









Con questo è tutto, ci vediamo al prossimo post! :) 

mercoledì 14 novembre 2018

no smartphone week

Oggi mercoledì 14 novembre 2018 è una settimana che non uso uno smartphone e volevo condividere con voi un paio di considerazioni:

Facevo anche 3/4 ore sullo smartphone, ma non per lavoro, nemmeno per svago o per sentire qualcuno che solitamente non sento mai. Erano ore di nulla più totale e alienante, ore che avrei potuto dedicare ai fumetti o a qualsiasi altra attività ricreativa, o no?

I primi giorni son stati duri, ti sembra di essere totalmente tagliato fuori dal mondo, ma man mano che passano i giorni si inizia a pensare sempre di meno a quello che hai "perso" e si pensa di più a quello che si guadagna, perché sì, a staccarsi dagli smartphone ci sono molti vantaggi.

- si è molto più concentrati (soprattutto al lavoro, dove la tentazione di usare lo smartphone è più alta, almeno per me)
- le ore che prima si perdono sul nulla dello smartphone possono essere dedicate a qualsiasi altra attività, che sia la lettura, il disegno, scrivere, lo sport. insomma, a tutto il resto che è molto più ricreativo.
- meno stress, sembra strano ma restare iper connessi a mille cose è snervante (è da pazzi, ed io rientro nella categoria)
- molta più noia, ed è questa che ti fa prendere iniziative. Ricordo che ero in una sala d'aspetto e tutti erano sui loro cellulari, ed io ho iniziato a parlare con la tipa di fianco a me, ed anche gli altri a loro volta si sono inseriti nella conversazione dimenticandosi per 10 minuti dei loro telefoni, questa cosa semplicissima non è facile da fare quando hai il tuo fedele smartphone in tasca.
- sei veramente presente emotivamente nel momento che stai vivendo, il che è una cosa che non siamo più molto abituati a fare, siamo troppo impegnati trai social, le foto e i video (idem per me)


 vista dal castello di Arzignano (VI)

piccolo viale alberato sempre al castello di Arzignano (VI) che d'autunno è bellissimo


*foto scattate durante una passeggiata, ovviamente con la mia fedele Fujifilm instax square (così non devo rinunciare a scattare foto anche se son senza smartphone, ma le pellicole costano, quindi bisogna essere selettivi).

Tornando a noi, è possibile vivere senza smartphone? Certo che sì.
Bisogna per forza rinunciare a tutto? Direi di no, pure io dedico mezz'ora alla sera ai social dal mio pc
Sarebbe il caso di fare un tentativo? Assolutamente sì, provare per credere.

E voi, quanto usate lo smartphone?

Al prossimo post.

lunedì 5 novembre 2018

mare d'inverno

Oggi ho deciso di passare una giornata al mare, incurante del freddo e dell'aria che tirava sono andato in spiaggia, e lì la creatività è schizzata a mille.

Ho scritto un racconto brevissimo (non so nemmeno io come definirlo, pensiero forse?)

Mare d'inverno

Erano seduti sul pontile, tirava un vento fortissimo, ma loro restavano fermi lì, a contemplare, non con gli occhi, quelli possono osservare solo fisicamente.
Loro contemplavano con i sentimenti, che solo il mare d'inverno più dare.
Ad un certo punto uno dice all'altro: secondo me, ogni scrittore, poeta, pittore, disegnatore, fotografo, regista, insomma, ogni artista dovrebbe prendersi il tempo di guardare il mare d'inverno.
Credo che qualsiasi risposta si possa trovare proprio qui, basta rilassarsi, camminare o sedersi in riva al mare e lei arriva.
Adoro il mare d'inverno.






Ed ovviamente ho fatto anche la classica vignetta dei "disegni orribili per davvero"






Attività consigliata a tutti, ma soprattutto a chi vive nel dubbio esistenziale (tipo me)

A presto!


lunedì 1 ottobre 2018

il fumetto del lunedì (non è garantita una continuità perché vivo pure io)

come ho già detto nella presentazione, vado in skateboard da 12 anni, e di infortuni ne ho avuti molti ma la dinamica resta sempre la stessa


per altri fumetti puoi seguire su instagram: https://www.instagram.com/disegni_orribili_per_davvero/

sabato 29 settembre 2018

Chi sono

Come primo post del blog è il caso che mi presenti.

Sono Rancan Gabriele, faccio e adoro i fumetti (ho creato la pagina Instagram "disegni orribili per davvero"), lo skateboarding, i videogames (soprattutto il retrogaming), la musica in generale (anche se prediligo il punk in tutti i suoi sottogeneri ed il cantautorato Italiano degli anni '50/60), i libri (di tutto, purché sia bello e scritto decentemente), la tecnologia (soprattutto quella analogica, infatti farò molti post sulle mie cianfrusaglie che mi porto appresso dagli anni '90).

vi lascio una vignetta dei "disegni orribili per davvero" di me nudo a cavallo
insta: https://www.instagram.com/disegni_orribili_per_davvero/

E ci vediamo al prossimo post! sarà una recensione? una vignetta? un video?
Dipende da come mi girano in quel giorno :) 

DIY! -do it yourself-

In questo post volevo parlare di un argomento che mi sta molto a cuore, ovvero l'autoproduzione, non solo nei fumetti, ma applicata a qu...